E’ un trick difficile de eseguire bene, la perfezione si ha se la tavola è perfettamente parallela al terreno.
Per eseguirlo bene bisogna: flettere le gambe al petto, afferrare la lama tra le punte dei piedi con la mano posteriore appena davanti all'attacco posteriore, ruotare il bacino e distendere il braccio che grabba e la gamba anteriore (anche se così diventa quasi un MELON).
Il braccio libero va portato in avanti all’altezza della spalla per bilanciare.
E’ un trick difficile de eseguire bene, la perfezione si ha se la tavola è perfettamente parallela al terreno.
collaborazione: www.surftribe.it
Afferrate la tavola con la mano posteriore (quella della coda) sulla lama delle punte in mezzo ai piedi, il braccio libero va disteso leggermente dietro a voi all’altezza della spalla.
Il trucco per eseguire questo trick, sta nel pensare di portare la tavola verso la mano e non viceversa: ciò permette di mantenere l’asse corporeo in equilibrio.
Ricordate, la grabbata va eseguita una volta che la parabola del salto è all’apice (o punto morto) e va tenuta il più possibile.
Questa manovra se non abbinata ad una rotazione è poco “stilosa” a meno che non venga bonata, eseguita cioè distendendo la gamba anteriore (cosa che va fatta dopo aver afferrato la tavola): in questo modo eseguiremo un indy nose bone; se poi lo fate pure air to facky in pipe (uscendo dritti e rientrando rovesci senza rotazione) sarete “super stilosoni”! E se lo piazzate alla fine di un switch frontside 180 e lo tenete a palla, potrete anche venderlo “lo stile” (in frontside 360 non parliamone).
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STRETCHING, NON DIMENTICARTI DI…
La parola stretching significa allungamento o stiramento ed ha la funzione di migliorare le capacità di allungamento della muscolatura, specialmente se questa sta per essere sottoposta a sollecitazioni sportive e microtraumi, come avviene anche negli sport con tavola.
Lo stretching riesce inoltre anche a migliorare la mobilità articolare e rende più difficile l’insorgere di dolori muscolari, tendinei ed articolari.
La tecnica più usata è senza dubbi quella detta: statica, ovvero quella di stirare un muscolo agonista, in maniera lenta e passiva, fino a raggiungere una posizione ed uno stiramento tale da provare un certo fastidio, quasi dolore, e di mantenerla almeno per un tempo che va dai 20 ai 40 secondi, potete anche contare.
Si ripeterà così l’esercizio almeno tre o quattro volte e ne sentirete subito un beneficio.
Importante durante lo stretching è di non rimanere in apnea, ma di usare un tipo di respirazione basata su grandi inspirazioni e grandi espirazioni, che serviranno per ossigenare i muscoli e per rilassarvi.
Un metodo molto usato è quello Sven Solveborg, che con una tecnica passiva-attiva, riscalda i muscoli con una iniziale contrazione, che può consistere ad esempio in un piccolo riscaldamento con apertura e chiusura delle gambe, o passaggi di peso a gambe divaricate (per 10-30 sec.); si passa poi alla decontrazione, cioè lo scioglimento dei muscoli (per 3-4 sec.); in fine c’è la fase di allungamento, ovvero ci si allunga toccando con le mani i piedi in avanti, o a gambe divaricate la gamba destra o sinistra (per almeno 10-30 sec.).
Bisogna infine elencare i benefici dello stretching: previene da tensioni muscolari post-allenamento; riduce l’indolenzimento muscolare dovuto alle piccole lacerazioni del tessuto connettivo; diminuisce il rischio di artrosi; mantiene l’elasticità muscolare; facilita la precisione durante l’apprendimento dei movimenti; migliora la coordinazione; favorisce l’esecuzione dei movimenti veloci e se fatti alla massima velocità.
Articolo tratto da: www.surftribe.it